La Storia a Lavagna

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Ancora una volta, dal sodalizio di Agorà con la professoressa Giulietta Vaio Ricci, storica e nostra socia onoraria, nascono due serate dedicate alla nostra città che raccontano di aneddoti e personaggi importanti che hanno solcato queste terre.

Grandissima partecipazione di pubblico alla prima serata ad argomento storico Dante: i suoi rapporti con i Malaspina e i “Fieschi” .

Siamo stati onorati della presenza del Sindaco di Neirone Dr. Stefano Sudermania e dello storico, giornalista e animatore culturale della Val Fontanabuona Sig. Renato Lagomarsino.

La Prof.ssa Ricci ci ha fatto conoscere il “Sommo Poeta” anche sotto l’aspetto di abile mediatore e politico del tempo.

Durante il suo esilio Dante soggiornò in Lunigiana presso i Malaspina, ospite di Moroello Malaspina.

Nella Divina Commedia vi sono celebri versi dedicati a componenti di questa nobile famiglia: Corrado Malaspina (il Giovane), Corrado Malaspina (l’Antico), Alagia figlia di Nicolò Fieschi e moglie di Moroello Malaspina.

Durante il suo soggiorno in Lunigiana, terra situata in una posizione strategica perché consentiva il controllo delle vie di comunicazione fra Toscana ed Emilia e fra Toscana e Liguria, Dante ebbe certamente modo di conoscere, oltre ad Alagia, anche altri componenti della Famiglia Fieschi che lo ospitarono nei loro possedimenti.

Ad Adriano V (Ottobuono Fieschi), uno dei papi di casa Fieschi, Dante dedicò alcuni versi del Purgatorio (XIX, 97-114); in essi Adriano, dopo essersi qualificato successor Petri, ricordava l’origine della sua stirpe con queste parole: «Intra Sïestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella e del suo nome lo titol del mio sangue fa sua cima».

A proposito di questi versi sono intervenuti il Sindaco di Neirone ed il Sig. Lagomarsino i quali, sulla base di documenti e studi della Prof.ssa Manni (professoressa di Filologia italiana all’Università di Firenze e vicepresidente dell’Accademia della Crusca), hanno confermato che il piccolo paesino di Sïestri di Neirone (di cui restano solo i ruderi) è il luogo citato da Dante nella Divina Commedia.

Nonostante le previsioni meteo avverse, anche la seconda conferenza ad argomento storico “Natale Paggi: storia di un lavagnese garibaldino” tenuta dalla Prof.ssa Giulietta Vaio Ricci, si è conclusa egregiamente.

La Prof.ssa Ricci, introducendo la conferenza, ha rilevato che non esisteva a Lavagna alcuna notizia su Natale Paggi, sulla sua vita e sulle vicende risorgimentali che lo videro protagonista a fianco dell’Eroe dei due mondi.

La maggior parte delle notizie che abbiamo sull’aiutante di campo di Giuseppe Garibaldi le dobbiamo al ricercatore e storico lavagnese Angelo Daneri che nel suo libro “Natale Paggi, il garibaldino ritrovato” ci ha fornito preziose informazioni su questo insigne personaggio del Risorgimento italiano (Lavagna 11/05/1824 – Gualeguay 28/11/1885).

Nipote del capostipite dei Paggi di Lavagna, Pietro («beccaio», ossia macellaio), Natale era il discendente di un famiglia benestante e numerosa, nacque a Lavagna l’11 maggio 1824 con un parto gemellare al quale non sopravvisse il fratello, Giuseppe. «Nulla si conosce dell’adolescenza di Natale Paggi – scrive Daneri – e se ne devono seguire le vicende dalla costituzione della Legione Italiana a Montevideo, della quale fece parte fin dall’inizio». Non si sa come il futuro colonnello sia arrivato in Uruguay né come si sia svolta la sua attività di sottoufficiale della Marina che avrebbe svolto al servizio della Repubblica di Montevideo.

Daneri, grazie a vent’anni di ricerche, ha ricostruito eventi pubblici e privati della vita del patriota lavagnese: il ferimento a Salto che gli impedì di partecipare alla battaglia di Sant’Antonio del 1846; l’imbarco sul brigantino “Speranza”, al fianco del Generale, che salpò da Montevideo il 15 aprile 1848 alla volta di Nizza; il conferimento delle medaglie al valor militare che sfoggia nel ritratto custodito nel Museo Storico dei Bersaglieri di Roma.

Il 12 giugno 1850 Garibaldi tornò in America e Paggi lo seguì, riprendendo servizio nella marina dell’Uruguay con il grado di maggiore.

Incerta la data di rimpatrio con la moglie, ma Daneri ha scoperto che il 15 marzo 1859 Paggi era in Italia e cinque giorni dopo entrò nel primo reggimento “Cacciatori delle Alpi”.

Natale Paggi combatté a fianco di Garibaldi nelle campagne d’America e d’Italia, fino a conquistare il grado di colonnello ed il privilegio di essere citato 14 volte nell’epistolario dell’Eroe dei due mondi.

Combattente valoroso, Paggi perse un’importante “guerra affettiva”, quella contro il Comune di Lavagna che, nel 1868, gli espropriò la casa (che si trovava dove oggi c’è via dei Devoto) per far posto a un cantiere navale.

Morì a Gualeguay, in Argentina, il 28 novembre 1885.

Nel 1913 la città di Lavagna si ricorda di lui dedicandogli una via, scrivendo nella delibera che: “Aveva seguito l’eroe dei due mondi in tutte le sue imprese”.

Entrambi gli appuntamenti si sono svolti  presso la sede dell’Associazione Culturale l’Agorà in Via Roma 16 a Lavagna, dalle ore 21 e saranno ad ingresso gratuito per tutti gli interessati.

 

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