Venerdì letterari

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L’Associazione Culturale l’Agorà di Lavagna con il Patrocinio del Comune di Lavagna, ha organizzato i “Venerdì Letterari”, molti appuntamenti in cui vari scrittori presenteranno i loro libri.
Pluralità di temi e personaggi ma anche di generi hanno caratterizzato questa rassegna curata dall’Associazione in collaborazione con la Libreria Fieschi di Lavagna.
Gli incontri hanno avuto cadenza settimanale , ogni venerdì alle ore 20.45, a partire dal 1 Febbraio 2019, presso la presso la Sala Albino della Biblioteca Civica di Lavagna (escluso Venerdì 29 Marzo 2019).
La possibilità di interloquire con la persona che ha effettivamente pensato e scritto le storie contenute nei libri, è stata un’esperienza insostituibile con altre iniziative di promozione alla lettura. L’obiettivo di questi incontri, promossi da Agorà, è quello di un breve approfondimento dei testi, una conoscenza diretta della loro genesi e un confronto critico con l’autore.
La prima serata che avrebbe dovuto tenersi Venerdì 1° Febbraio e che è stata rimandata al 15 per allerta meteo, ha visto come protagonista Aldo Boraschi, moderatrice della serata la giornalista del Nuovo Levante Claudia Sanguineti con la speciale presenza dell’attrice Cristina Sanguineti che ha letto dei brani tratti dal romanzo di Boraschi “La voce del geco”.
Giusto è un ragazzo di quasi trent’anni che vive sui tetto di un condominio di Lavagna dopo essere rimasto orfano dei genitori, adottato dai vicini e lasciato libero di essere quel che è. Quando arriva Raimonda tutto cambia. Ma perché tutto davvero possa cambiare è necessario fare il passo in più, scendere nel mondo.
“Questo romanzo delicato dalle sfumature surreali e qualche leggiadra pennellata poetica è la storia di un piccolo mondo fuori dal mondo dove un bambino ha deciso di rifugiarsi e crescere” (recensione da Mangialibri)

L’8 febbraio è stata la volta dell’eclettico Salvo Agosto che ha presentato il suo ultimo romanzo ” Quell’attimo di gioia”, moderatore della serata Giancarlo Fraboschi.

Il 22 febbraio Biagio Goldstein Bolocan con il suo romanzo “La bella resistenza”, moderato da Massimo Amicone.
«La bella Resistenza» è un libro di storia sulla guerra di liberazione nazionale rivolto a un pubblico di lettori giovani, a ragazze e ragazzi che stanno costruendo, faticosamente in questo mondo senza storia, il proprio punto di vista sulle vicende del passato e sulle sfide del futuro. L’idea che struttura il libro è semplice: intrecciare diversi livelli di Storia, in un’alternanza serrata di racconto dei grandi scenari (che aiutano a inquadrare e comprendere le coordinate del contesto storico del trentennio 1914-1945) e narrazione di una storia familiare. Ne emerge una dialettica tra storia universale e storia personale di uomini e donne, perlopiù ragazzi, con un nome e un cognome, un volto, una biografia. Protagonista è la famiglia Damiani-Goldstein Bolocan, che è stata al tempo stesso borghese antifascista (i Damiani) e semita (da parte Goldstein Bolocan), e che ha dunque sofferto la duplice persecuzione del regime fascista. È una famiglia con tanti giovani, ragazzi e ragazze le cui vicende vengono narrate nella loro quotidianità che si fa sempre meno normale.

Il 1 marzo abbiamo avuto il piacere di ospitare Valeria Corciolani e Francesco Brunetti che si presenteranno a vicenda raccontandoci dei loro ultimi lavori.
“A mali estremi” di Valeria Corciolani che torna con il terzo appuntamento della saga poliziesca che vede come protagonisti l’ispettore Jules Rosset e Alma e ” Dovevo morire per farti vivere” il nuovo thriller psicologico di Francesco Brunetti .

Per volere dei due autori, il ricavato della vendita dei libri di questa serata sarà interamente devoluto alla famiglia di Mihaela Cheli, la giovane lavagnese deceduta tragicamente pochi giorni fa in Valle D’Aosta.
Come sempre le serate sono ad ingresso libero e aperte a tutti.

Il 15 marzo serata dedicata allo scrittore Massimo Bacigalupo e al suo libro “Angloliguria. Da Byron a Hemingway”.
Moderatrice dell’ incontro sarà Giulietta Vaio Ricci.

“I testi qui raccolti” – spiega Massimo Bacigalupo – “sono stati scritti nell’arco di una quindicina d’anni, i primi del Duemila, e hanno un comune carattere estemporaneo. Riguardano personaggi, libri ed episodi in gran parte legati alla Liguria. Inizialmente avevo pensato di intitolare il volume “All’Hotel Croce di Malta”, dal nome dell’albergo frequentato a Genova, come mi avvenne di scoprire, da tanti illustri viaggiatori fra Settecento e Ottocento. Gli scrittori di cui parlo in queste pagine (dagli Shelley a Hemingway, da Ezra Pound ad Anna Maria Ortese) sono infatti colti in un momento particolare e caratteristico, preferibilmente ligure, del loro itinerario. Una serie di istantanee sia dei loro soggetti che della loro lettura, che riflettono e fissano uno sguardo momentaneo, un’impressione, senza pretesa di completezza ed esaustività. Ma spesso il bello sta proprio nei dettagli, che permettono di afferrare persone e scritture nel loro farsi storico e geografico”.
Massimo Bacigalupo insegna Letteratura e cultura angloamericana presso il Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università di Genova. È autore fra l’altro de L’ultimo Pound (1981) e Grotta Byron. Luoghi e libri (2001).

Il 22 Marzo è la volta di Giorgio Ficara con il suo libro “Riviera, modera Giulietta Vaio Ricci.
La Riviera che si trova in queste pagine è un viaggio più nel tempo che nello spazio. Dalle sue profondità arrivano fino al lettore, Portofino, dall’epoca di Landless John a quella di Rita Hayworth, e Bordighera, Rapallo, dai giorni di Ezra Pound a quelli di Marcello Mastroianni, e la Genova dei Doria e dei marinai senza nome, Camogli, i caruggi e Portovenere, i leudi, che possono arrivare fino a Buenos Aires, i gozzi che scintillano – gialli, celesti, bianchi, verdemare – al sole, le case, le finestre e i capitani, che abbandonavano la paura appena levate le ancore e che sapevano uscire da ogni mare. E la buridda di pesce, il vermentino, il macramé, il camallo e il bacàn, parole e cose che nel tempo non hanno esitato ad attraversare l’oceano per suonare differenti eppure uguali anche agli antipodi.
Accanto a cose, luoghi e parole ti trovi dentro alla storia del Saraceno, che viveva con i figli e i soldati in una torre a picco sul mare, a quella della bellissima polena naufraga al largo delle Azzorre, o a quella del Cristo miracoloso di Varazze. Ciò che ti porta su questa via lungo l’acqua, luogo circoscritto e a un tempo universale, non è mai nostalgia, non è in alcun modo un dolore del ritorno, ma al contrario la ricerca di un senso essenziale dell’esistere che l’autore insegue nelle storie del mondo sul filo di una scrittura avventurosa ed esatta. Sette milioni di anni fa, racconta Giorgio Ficara, migrando dall’Africa sul fondo di un Mediterraneo ancora senz’acqua, sono arrivati sul monte di Portofino i convolvoli rosa che ora ci sembrano così nostri. Come dire, se sei di queste parti, trovi te stesso solo se ti riconosci fatto di lontananze

Venerdì 29 marzo è toccato a Fulvio di Sigismondo che presenta il suo ultimo romanzo “Noi andiamo, l’irrinunciabile memoria del futuro” insieme alla giovane artista Carlotta Sangaletti che è anche l’autrice della copertina. Il libro è incentrato sul tema dell’educare come occasione per suscitare nei giovani la propensione ad aspirare.
Racconta l’autore:
“Aspirare ovvero l’atto di trarre a sé l’aria.
Un atto vitale, essenziale e necessario.
Oggi sono più che mai convinto che le pratiche del lavoro sociale con gli adolescenti e i giovani ruotino, appunto, intorno a questa fondamentale necessità: costruire, attraverso i processi e gli scambi di relazione, il desiderio e la capacità di aspirare al futuro, di collocarvisi e ambire a trasformarlo.
E allora ho pensato di scrivere un nuovo libro, che potesse suscitare un pensiero su come l’aspirazione nei giovani possa essere suscitata o per contro ostacolata, soffocata e spenta.
In fondo credo che i giovani chiedano a noi adulti proprio questo: essere guardati con gli occhi della speranza, della fiducia e alla luce di una rigenerata certezza.
Quella che chi verrà dopo di noi potrà fare meglio di quanto noi siamo stati capaci di fare.”

Venerdì 5 aprile è stato interamente dedicato alla poesie di due scrittriici e socie della nostra Associazione, Daniela Soncina e Claudia Chiartelli.
La serata è stata animata dal sottofondo musicale creato da Andrea Antonellini e dall’interpretazione delle poesie da parte della compagnia teatrale Carascomedy, mediatrice l’attrice Laura Pasi.
Daniela Soncina ha presentato il suo ultimo libro “Note di Parole” che la stessa autrice “racconta” così : Parole sparse, appuntate in versi. Nessun ordine logico. Solo l’estro del momento che dal cuore è fluito alla mano, alla penna, al foglio e lì ha fissato emozioni, sensazioni, idee”, mentre la giovane Claudia Chiartelli a riguardo della sua raccolta “E’ emozione” spiega “Vorrei che le sensazioni che ho provato quando ho scritto queste parole si tramutassero in emozioni per chi le legge, tutto d’un fiato, senza respiro e che il ricordo dell’istante in cui le ha lette si conservi indelebile. Spero che non proviate a interpretarle ma che le facciate vostre.”
Le serate sono state tutte aperte alla cittadinanza e gratuite.

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